venerdì 22 febbraio 2013

Un LAB per un Mostro

Era il 27 Gennaio e io mi vestivo da Mostro Peloso.

Ebbene sì, in un Laboratorio per bambini può succedere anche questo!
Che una docile illustratrice, di norma piuttosto timida e riservata, si trasformi in un bestione tutto nero nero e... estremamente triste!

Perchè triste?
Eh beh... perchè si sente molto solo.

Perchè solo?
Guarda, nel libro Il mostro che si sentiva solo, edito da ISBN, puoi scoprire tutta, ma proprio tutta la sua storia.



Intanto, assieme alla mia amica e collega Chiara, quel giorno freddo di Gennaio in libreria, l'ho letta ai bambini che hanno avuto il coraggio di venire a giocare con un enorme Mostro peloso.
E acconciata da mostro (dicono che il nero slanci... mah!) ho disegnato con loro e mi son divertita moltissimo (caldo a parte).
E pure il Mostro si è rilassato!

Insomma, come vedi, in un laboratorio per bambini può accadere davvero l'impossibile!

Buona creatività!

mercoledì 20 febbraio 2013

PL: Progettare Libri - Un'idea...

... tira l'altra!
La settimana tra il 20 e il 27 novembre è colma di creatività.
Nella mia testa, negli occhi, tra le mie mani, sul mio tavolo da lavoro...
Scorgo idee e potenziali spunti ovunque, per strada, nei libri, nelle parole di un vicino, perfino mentro stiro sovrappensiero le camicie!

Lo ammetto, ho passato giorni da creatività-dipendente, faticando ad addormentarmi la sera e svegliandomi di colpo all'alba, esclamando a me stessa: "Ho trovato!"
Idee su idee... la creatività è contagiosa.

Inutile dire che non ho realmente creato tutto quel che ho pensato; qualcosa l'ho perso per la via; qualcos'altro attende solo il momento giusto per prendere forma materiale.

Ma torniamo al punto.

copyright di Ilaria Mozzi

27 Novembre
Il quarto incontro inaugura una nuova modalità di "far lezione".
Una modalità ancor più coinvolgente per noi allievi e sicuramente divertente per i nostri Profs.
Non più teoria, bando a penne e appunti, tiriamo fuori prototipi e progetti, mostriamo ognuno quel che ha dentro. E ci confrontiamo.
In primis con Paolo e Giulia che, dai loro punti di vista professionali, ci danno indicazioni, critiche e consigli su come migliorare, trasformare o ricomporre la sostanza delle nostre idee.
Quella carta è troppo leggera, questo progetto dovresti farlo più grande, le alette lì non funzionano, come leghi questo a quello... e così via.
In secondo luogo, il confronto diretto è tra noi compagni di banco; i ruoli si scambiano, si passano, si sperimentano.

Il primo esercizio ve lo ricordate?
Prendere una delle strutture cartacee prodotte la volta precedente e tirarne fuori qualcosa.
Che posso dire? Ho visto progetti bellissimi, senza esagerare.
Ho ammirato e apprezzato la diversità di approcci al "pensare", al "progettare", al "fare"; diversità date da infinite variabili di cultura, d'età, di gusti, di capacità, di strumenti, di "sentire", di carattere.
Ognuno di noi ha mostrato un prodotto materiale (più o meno finito o abbozzato), ma soprattutto ha mostrato un po' di sè.
A corso finito potrei azzardarmi a dire che... guardando un progetto, riuscirei a capire a quale dei miei compagni appartiene!

Dei lavori eseguiti potete vederne qualcuno QUI.
Ma ne ripropongo alcuni.

La voglia di sperimentare mezzi diversi, la meticolosità e precisione di esecuzione, la produttività inarrestabile e pulita di Vess (ora è chiaro chi chiedeva "com'è fatta un formica").

copyright di Vessela Nikolova

copyright di Vessela Nikolova

L'originalità di idee, la finezza dei definitivi, la timidezza e il garbo unita alla creatività forte e determinata di Silvia.

copyright di Silvia Cancelmo

Ometto giudizi su me stessa.
Mi piace unire al gioco all'utilità.
Ed essendo, in quel periodo, al lavoro per il mio calendario... l'idea è venuta da sè!
A voi i pareri.

copyright di Ilaria Mozzi

La bravura tecnica unita alla fantasia giocosa, intrigante, sorprendente di Fabio.

copyright di Fabio Facchinetti

L'apparente semplicità del "fare", l'immediatezza del gesto mescolata a una passione cromatica e all'infinita esplorarazione delle forme e degli usi di Marta.

copyright di Marta Ferina


I progetti erano vari e differenti; un' incredibile passerella di creatività.

La presentazione e i confronti su ogni singolo progetto sono serviti, altresì, a rompere definitivamente la sottile barriera di "impaccio" o imbarazzo tra i corsisti.
Da questa quarta lezione ci siamo trasformati da singoli allievi a "gruppo", compagni di lavoro e di gioco.

E per non perdere il ritmo, la teoria e l'energia di gruppo... Paolo e Giulia ci forniscono ulteriori spunti su cui lavorare: rilegare a mano fascicoletti, pamphlet e... dos à dos!

Quest'ultima tipologia di libro prevede una copertina a zig-zag che abbraccia due fascicoletti, uno di spalle all'altro.

"Ora, nell'ordine in cui siete, vi mettete a coppie e nelle prossime due settimane progettate ASSIEME un libro (anzi due! ma in uno...) che funzioni sfruttando il dos à dos... Insomma, create un legame!" esclama raggiante Paolo. "Ah... siete dispari! Bhè, voi tre farete un dos à dos à dos, in tre... vediamo che tirate fuori!" aggiunge sghignazzando.

I Tre... siamo Vess, Fabio ed io.
Nel giro di 10 minuti siamo già impegnati in un fitto dibattito tra noi, segnando idee di getto su cui lavorare, proponendo, confrontandoci e spremendoci le meningi a più non posso...
Il Topo ci guarda sornione.
Creare ostacoli procura un certo gusto, si sa... La curiosità di vedere cosa una persona è pronta ad inventarsi è fortissima ed è quello che interessa.

Noi Tre non ci perdiamo d'animo nemmeno per un secondo, certi e convinti che tre teste possano funzionare benissimo assieme; e che quello che può essere un limite, può rivelarsi un punto di forza!
E tra bisbigli, nuvole bianche sulle teste e qualche semplice battuta fatta per ridere, cominciamo a trovare il nostro filo conduttore...

... continua...


Le puntate precedenti:

lunedì 18 febbraio 2013

IntervARTista 9° - Silvia Ungaro

Nona IntervARTista, nona incursione nel variegato mondo artistico!
Dove ci porterò oggi Intervistilla?

 
 
Oggi conosciamo Silvia e i suoi splendidi Libri d'Artista!
 
Interv(ART)ista
Tot. domande a Silvia Ungaro 
copyright di Silvia Ungaro

Chi sei e cosa fai? Dai un nome a Te e alla tua Arte.
 
Per professione mi occupo di comunicazione e grafica, ho un mio studio a Ferrara: Ubik Design (visitate la mia pagina FB e cliccate su mi piace, grazie ^__^).
Mi piacerebbe ampliare la mia professionalità verso il mondo dell'illustrazione ma mi sento in questo campo ancora molto acerba... devo lavorarci di più!
Figuratevi che non sono mai stata alla fiera di Bologna, il prossimo marzo sarà il mio battesimo!
Per quanto riguarda invece l'arte in senso più stretto, dipingo (astratto) ma soprattutto produco libri d'artista, una forma d'arte ancora poco nota in Italia (da poco introdotta come materia in alcune Accademie) ma molto diffusa negli Stati Uniti e nel nord Europa.
 
copyright di Silvia Ungaro

Perché lo fai? Quando e come hai cominciato?
 
 “Perché lo faiiii disperata ragazza mia...” cantava quel povero s***ato di Marco Masini.
Lo faccio perché mi piace e non potrei vivere senza farlo, è un reale bisogno di esprimere e produrre qualcosa con la mia testa e le mie mani. Amo in particolare il libro d'artista che permette di lavorare con metodo progettuale e di attingere a tanti campi dell'arte e dell'artigianato, è una forma d'arte completa e dal grande potenziale espressivo.
Con pennelli e colori ho lavorato da sempre: a 6 anni, quando mi chiedevano che lavoro volessi fare da grande, io rispondevo “la pittrice”... poi gli studi sono andati in un'altra direzione, per il “condizionamento” della mia famiglia (mannaggia a mio padre... grrrrr!!!)
Una volta adulta ed economicamente indipendente ho ripreso il sentiero che avevo abbandonato e per fortuna sono riuscita a entrare professionalmente nel mondo della grafica pubblicitaria, questa è stata una vera salvezza, altrimenti avrei dovuto manifestare la mia “vena artistica” in un suicidio creativo... tipo mettere la testa dentro il frullatore o nel microonde.
Ho ripreso a disegnare e dipingere, a frequentare tutti i corsi e le scuole d'arte che le 2T (Tempo e Tasche) mi permettevano; segnalo a proposito la scuola che mi ha fatto conoscere il libro d'artista e dove molto probabilmente il prossimo anno scolastico terrò un ciclo di lezioni (Scuola Internazionale di Grafica, Venezia).
 
copyright di Silvia Ungaro
 
Dove e come? Ci presenti il luogo in cui crei e gli strumenti/la tecnica che usi?
 
Purtroppo, a parte il mio studio professionale, che però deve restare immacolato per motivi di rappresentanza, non ho un luogo, un atelier dove lavorare, è il mio sogno e spero di realizzarlo presto... scommetto che è anche il vostro! ^__^
Così mi riduco a dipingere, incollare tagliare e cucire in casa, sul tavolo del salotto che rigorosamente ricopro di carta da pacchi, cercando di far meno danni possibili alla mobilia. Per fortuna vivo sola e quindi  nessuno  si lamenta se ci sono schizzi di acrilico blu sul mobile di fianco al tavolo o pezzi di carta incollati al pavimento, se in bagno il fondo del lavandino è grigio e rosso e sulla lavatrice campeggiano piatti macchiati, pennelli e spatole in attesa del prossimo uso, se nel bicchiere degli spazzolini oltre ai suddetti e al dentifricio ogni tanto si infila un pennellino appena lavato...
Che tecniche uso. Se lavoro su tela: acrilici e gesso (non ho mai amato l'olio, sono troppo impaziente) se lavoro su carta: matite, pastelli, chine, inchiostro e gessetti oleosi.
Per quanto riguarda il libro d'artista, uso di tutto: collage, rilegatura, transfer, incisione, xilografia, serigrafia.  Queste ultime purtroppo non avendo l'attrezzatura, solo quando frequento il laboratorio della scuola di Venezia citata sopra... ma un giorno quando avrò il mio atelier non potrà mancare un torchio calcografico (a proposito qualcuno di voi ne vende uno usato?) 

copyright di Silvia Ungaro
 
Chi? Colleghi, clienti, datori: rapporti lavorativi?
 
Colleghi e amici... tanti, tantissimi, conosciuti nel mio eterno peregrinare da un corso all'altro; ci sono tante persone di cui ho stima umanamente, artisticamente e professionalmente.
Tante persone valide con cui si creano dei rapporti stimolanti e costruttivi, non potrei fare a meno della cerchia di artisti, grafici e illustratori che ho conosciuto nel mio percorso, anche se tanti non li sento direttamente sono sempre interessata al loro lavoro e seguo i loro blog o le loro pagine su FB.
 
Bianco/Nero: qual è l’aspetto più piacevole e quale il più noioso/brutto/antipatico della tua arte?
 
L'aspetto più piacevole per me è la condivisione, lo scambio con gli altri perché mi fa scoprire ogni giorno cose nuove di me stessa e del mondo dell'arte.
Il più brutto è l'eterna insoddisfazione, la frustrazione di non riuscire a produrre quello che vorrei e come vorrei; ogni volta che finisco un lavoro lo guardo e mi prende lo sconforto…
Ho distrutto tanti lavori e sono poche le cose fatte che riesco a guardare senza che sul mio viso compaia una smorfia di disgusto.
 
copyright di Silvia Ungaro
 
Dove vai? Quale sono i prossimi obbiettivi/progetti?
 
Obiettivi? Troppi, progetti anche...
Mi piacerebbe migliorarmi nel campo dell'illustrazione e quindi sicuramente l'estate prossima sarò a Macerata o Sarmede, e ho tre progetti di albi illustrati messi in un angolo che aspettano solo di essere ripresi in mano.
Uno è nato l'estate scorsa a Macerata durante il corso  di Carll Cneut (ve lo consiglio caldamente: grande persona, grande illustratore e grande maestro, di un'umiltà e una disponibilità enormi, credetemi saprà darvi la spinta nella direzione giusta).
Un altro è nato da un corso, sempre dell'estate scorsa, fatto a Venezia con l'Associazione Teatrio; e infine l'ultimo, forse il primo che riprenderò in mano, è stato  ideato durante un workshop frequentato l'autunno scorso, con Davide Calì (geniale illustratore/scrittore per l'infanzia e con una capacità creativa e produttiva davvero impressionanti, vi consiglio anche lui) a Padova.
E poi un sacco di idee, sono piena di quaderni dove le scrivo e poi purtroppo restano lì... sono incostante, a volte pigra, a volte spaventata dal mettermi al lavoro.
Con alcuni amici, ho fondato proprio in queste settimane un'associazione culturale a Ferrara (Officina Dinamica) e presto attraverso di essa proporrò un corso di libro d'artista.
Un ciclo di lezioni lo terrò invece il prossimo anno, come dicevo sopra, presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia.
 
Ci mostri la creazione, secondo te, meglio riuscita o che meglio ti rappresenta?  

copyright di Silvia Ungaro
 
Questo libro mi è costato tanto tempo di lavoro ma sicuramente è una delle più belle cose ultimamente prodotte, a settembre è stato esposto a una collettiva presso l'Accademia di Belle Arti di Roma e adesso è conservato in una raccolta di libri d'artista a Ravenna.
 
Dove possiamo trovarti?  
Potete trovarmi sulle mio profilo FB, e sulla pagina FB aziendale.
Non ho ancora un sito internet, come il calzolaio che va in giro con le scarpe rotte. 
Dei corsi di libro d'artista ho già parlato, ora non ho info precise ma se qualcuno è interessato mi scriva pure a questa mail.
Se qualcuno fosse invece interessato al discorso di grafica e pubblicità, sono disponibile per docenze di Photoshop, Illustrator e Indesign, nonché a condurre laboratori sulla pubblicità nelle scuole (attualmente ne sto tenendo uno presso la scuola media Don Minzoni di Ravenna).
 
copyright di Silvia Ungaro
 
Ringrazio Silvia per il suo interessante contributo e per avermi dato la possibilità di pubblicare i suoi lavori.
 
Buona Creatività!




martedì 12 febbraio 2013

Di Neve e di Racconti

Mi piace osservare.
Mi piace cogliere particolari e visioni in ciò che mi sta attorno.
Con i fiocchi di questi due giorni è stato impossibile non prendere in mano la macchina fotografica.
Con una constatazione: quando nevica, le mie foto sembrano tutte uguali perchè scattate dallo stesso punto (fisico e di vista)... il mio balcone!

  

Ma... per un punto fisico fisso, ci sono una varietà infinita di punti di vista!
E la possibilità di ottenere immagini diverse e di cogliere storie.
Come questa...
 
NEVE
 
"... che ore saranno?"
 
"Brrr, che freddo..."
 
"Per fortuna sono arrivata."
 
 
Buona creatività! 
 


lunedì 11 febbraio 2013

PL: Progettare Libri - Strane e oscure...

... materie.
Anzi, strani e oscuri materiali quelli da recuperare.
Nella lista, infatti, oltre a oggetti d'uso comune per un illustratore come la riga a T (dai tempi del liceo!!!) e il taglierino, ne troviamo di inusuali come il punteruolo e il bisturi (brrrr) e di veramente sconosciuti come il creaser o stecca osso!

Alla ricerca di questo strano aggeggio, mi sento un pò come Harry Potter quando deve scegliere (o essere scelto) dalla sua Bacchetta!
Infine, armata delle info date dal Prof. e da quelle trovate sul web... in poco tempo mi trovo tra le mani il misterioso utensile e mi preparo per la seconda lezione.


6 Novembre
«Ila, l'hai trovata?»
Certo Fabio, ecco la tua personalissima stecca osso!
Dove l'hai trovata? chiede qualcuno. L'ho cercata ma nessuno la conosceva...

Ma l'attenzione viene subito distolta dal magico creaser e riportata a una lunga, densa lezione teorica.
Paolo e Giulia partono in quarta, snocciolando un sacco di preziose nozioni!
E noi, da bravi alunni, di nuovo chini sui nostri appunti a scrivere di anatomia del libro, a riempirci la testa di nuovi termini come cartone grigio grigio, segnature,canaletto, a imparare a riconoscere i formati della carta e le possibili piegature.


Paolo ci mostra un foglio di stampa, ci spiega i procedimenti di stampa e sottolinea la necessità di rispettare determinate regole nel preparare illustrazioni destinate alla pubblicazione.
Regole spesso "dimenticate" o sottovalutate dagli illustratori. Una su tutte: rispettare e ricordarsi le abbondanze! Quei semplicissimi 3 o 5 millimetri da aggiungere a ogni lato dell'immagine, quel sottile spazio apparentemente inutile... invece fondamentale nel momento in cui i fogli di stampa (su cui compaiono tutte le pagine di quello che sarà il libro) andranno tagliati e rifilati.

Tre ore ancor più intense del precedente incontro.
Tre ore ricche di prese di coscienza, di scoperte, di conferme.
Questa volta all'uscita, io e Fabio nemmeno parliamo... ci bastano gli occhi sgranati.


20 Novembre
Terza lezione.
Non lo sappiamo ancora, ma da adesso in poi... non potremo più tornare indietro!
Dopo un allegra presentazione dei vari tipi di rilegatura, di nuovi schizzi sul quaderno degli appunti con relative definizioni e di esempi fisici di libri confezionati bene oppure male, Paolo e Giulia, tutti felici ed emozionati ci presentano la nuova fase del corso: la piegatura dei fogli!


Ci vengono generosamente distribuiti fogli grandi e piccoli, colorati o bianchi, di grammature diverse e, dopo breve dimostrazione, tutti giù a piegare e, finalmente, a provare la stecca osso!

Breve momento di estasi: usare la stecca osso la prima volta ti apre un mondo e un sorriso. Mai più dovrete calcare con l'unghia del pollice, magari facendovi pure male, per piegare a dovere un fascicoletto. Con il creaser la vostra vita sarà davvero più facile!
Fine dello spot pubblicitario.

Frusc, trac, frusc, trac, frusc, trac... questo quello che riempie l'aria della nostra aula.

Dopo piegature varie, i Profs. ci suggeriscono diversi tipi di taglio e intervento sui fogli.
Ed ecco comparire tra le nostre dita strutture improbabili, buffe, informi, geniali di carta.

E all'amore per il creaser, al sorriso entusiasta di Paolo e Giulia, si aggiungono... i compiti!
«Chi non li fa... punizioni corporali!» scherza Paolo sventolando il bisturi!
I primi compiti a casa...
Scegliere una delle strutture appena create e inventarci una storia, un libretto; dargli un senso insomma.
Il procedimento usuale, in cui uno ha un'idea e ci costruisce intorno la forma, viene invertito e proposto.
Un esercizio interessante.
I nostri cervelli cominciano a ronzare e ronzare... e dopo una mezz'ora buona di scarabocchi, te cos'hai pensato, scusa... sai mica com'è fatta una formica, boh ci provo!, usciamo da  scuola con enormi nuvole bianche sopra le teste.
Nessuno può vederle, ma noi sappiamo benissimo cosa c'è dentro!

... continua...


Le puntate precedenti:

giovedì 7 febbraio 2013

Febbraio!


Arriva Febbraio con i suoi colori, le stelle filanti, le maschere e l'allegria!
Questo è il mio personale Febbraio 2013:

Giocare assieme...
 
Con l'augurio di trovare il tempo e il desiderio di condividere giochi e divertimenti!
Che siate grandi o piccini.
E avere sempre qualcosa per cui festeggiare.
 
Qui potete rivedere Gennaio.
Per info sul Calendario 2013contattatemi.
 
Buon proseguimento e Buona creatività!
 
 

martedì 5 febbraio 2013

IntervARTista 8° - Cristina Marsi

Ottavo, tondo, incontro con l'Arte!

 
Oggi entriamo nel mondo delle parole e conosciamo l'Arte narrativa di Cristina!
 
Interv(ART)ista
Tot. domande a Cristina Marsi
 
 

Chi sei e cosa fai? Dai un nome a Te e alla tua Arte.
Sono un’autrice di racconti per bambini e ragazzi. Filastrocche, romanzi, testi per albi illustrati, per riviste, testi divulgativi, riscritture di classici, scritture e riscritture in dialetto triestino…
 
Perché lo fai? Quando e come hai cominciato?
Perché lo faccio? E perché mangiamo, respiriamo, camminiamo, ci emozioniamo, ci rattristiamo? Scrivere fa parte di me, da sempre. Quando volevo dire qualcosa, fin da bambina, mi veniva meglio scriverlo, cercavo foglio e matita con una certa ansia di fissare ciò che volevo comunicare.
 
Dove e come? Ci presenti il luogo in cui crei e gli strumenti/la tecnica che usi?
Scrivere, si scrive ovunque. Ma nel silenzio o sentendo un bel vento, su un tavolo sgombro, davanti una finestra che guarda del verde o comunque un panorama aperto, è meglio. L’ideale per me, sarebbe poter aspettare le parole in una stanza vuota. Tavolo rivolto su un paesaggio che spazia da un bosco di grandi alberi agitati dal vento e arriva fino al mare, attraverso nuvole e cielo, fino all’orizzonte. Sì, se devo sognare, sogno in grande!
 
 
Fogli bianchi, no quadretti, no righe, bianco assoluto. Matita, penna raramente, e solo quando ormai ho preso il via. La matita mi mette meno soggezione. In certi momenti scarabocchio una scena, come se disegnassi la scintilla che poi si gonfierà e si espanderà nella trama. A volte disegno il personaggio o l’ambientazione, anche solo un dettaglio, forse per prendere la rincorsa mentre aspetto che arrivi la frase giusta per continuare o iniziare.
 
 
 

Chi? Colleghi, clienti, datori: rapporti lavorativi?
Ahi ahi ahi, mi ci vorrebbero fogli e fogli per raccontare tutto ciò che mi è successo con colleghi, editori, illustratori. Diciamo però che dedicarsi a un’attività creativa non implica l’avere rapporti idilliaci o facili tra le persone, per niente.
Ho incontrato anche bellissime persone, allacciato amicizie e ho avuto le mie soddisfazioni, ma ciò che vorrei far sapere è che quello dell’editoria per giovani lettori non è un mondo dorato solo perché ci si rivolge ai ragazzi.
 
Bianco/Nero: qual è l’aspetto più piacevole e quale il più noioso/brutto/antipatico della tua arte? Quando le idee trovano un filo da seguire e assecondare, quando le parole scivolano via svelte sul foglio e il quadro generale risuona armoniosamente nelle orecchie interne e genera immagini giuste e perfette negli occhi interni, immagini che ti piacciono proprio tanto, allora è meraviglioso.
Un po’ noioso, ma necessario, è il passaggio dalla scrittura a mano al pc, trascrivere insomma. Anche se a volte è un passaggio che regala sorprese di sintesi e focalizzazione.
 
Dove vai? Quale sono i prossimi obbiettivi/progetti?
Sempre avanti. Di progetti ne ho sempre tanti pronti, e sempre più di uno in via di sviluppo. Mai solo uno, se no mi annoio. Il mio obbiettivo adesso, sarebbe quello di riuscire a non cadere più nelle infinite trappole editoriali italiane e magari trovare qualche nuovo editore all’estero. Sarà solo un sogno?
 
Ci mostri la creazione, secondo te, meglio riuscita o che meglio ti rappresenta?
Uno dei libri a cui tengo di più è “L’Isola della lana” cui ha fatto seguito “Il guardiano del faro”, entrambi pubblicati in Francia con le bellissime illustrazioni di Claudia Venturini che ha saputo colorare di poesia le atmosfere nordiche in cui è ambientato il racconto. Purtroppo questo personaggio non è ancora stato notato da nessun editore italiano, peccato perché la storia oltre confine piace. Sono racconti che potremmo definire piccole detective story per bambini, conditi con un pizzico di allegra ironia.
 
 
copyright Claudia Venturini
 
Un altro libro che mi è rimasto nel cuore è “Fior di mare”. Fa parte di una serie pubblicata da Le Brumaie di Torino, un editore quasi sconosciuto, che però mette cura e passione in ciò che fa. Si tratta di un racconto fantasy, ma a misura di albo illustrato. “Fior di mare”, come le altre tre storie dedicate agli elementi, è stata illustrata con fascinosa delicatezza da Daria Petrilli. Per questo editore ho anche scritto la serie “Margherita” dedicata alla Natura, con gli acquerelli di Francesca Tesoriere.
 
 

Ripensando ai libri che mi sono stati pubblicati finora, devo dire che ognuno ha un suo perché, una sua storia nella storia, e quindi mi dispiace non nominarne anche altri.  Avrei poi, nelle tasche della speranza, molti racconti inediti in attesa, e sto scrivendo storie sempre più lunghe. Queste sarei davvero felice di vederle girare. Perché la scrittura si evolve, naturalmente, è proprio come un albero che cresce. Ha sempre più foglie da mostrare e fiorisce e fruttifica, perciò sapere che la mia scrittura per adesso è stata vista solo per i suoi germogli (è proprio il caso di dirlo eh eh) mi dispiace non poco.
 
Dove possiamo trovarti?
Mi trovate su fb, e poi ho due blog. Uno dedicato esclusivamente ai miei libri e uno più generico dove ad esempio mostro foto di viaggi o della mia città, ma in realtà è sempre improntato sul mondo dei libri, e in particolare, libri per i giovani lettori.


 
 
Un Grazie infinito a Cristina per la condivisione e per i suoi bozzetti! Un Grazie anche a Claudia Venturini che mi ha permesso di pubblicare le sue immagini.
 
Buona creatività!
 
 

lunedì 4 febbraio 2013

PL: Progettare Libri - In Principio fu...

... il Verbo.
La parola, il parlare, la teoria. Già.
Ma faccio due passi indietro.

Settembre, la seconda metà del mese.
Un periodo, per me, intenso e difficile a causa di pesanti problematiche lavorative.
Uno di quei momenti che ti sfibrano e in cui la voglia di creare e sorridere è simile a un fiume in secca.
Un giorno un caro amico mi scrive: «Ti consiglio un bel corso, Progettare Libri».
Il Progettare Libri che avevo già preso in considerazione in Primavera?
Il corso per cui mi ero informata e avevo scritto al TopoPittore per avere info?
Che coincidenza.
Mi piace raccogliere segni.
E allora sai che faccio, mi ri-informo.
Sai mai che mi libero dal pantano emotivo in cui son finita.

Primissimi di Ottobre.
Contatto Paolo e scrivo alla Scuola di Arti Applicate del Castello Sforzesco.
Mi viene mandato il programma e le informazioni necessarie per partecipare alla pre-selezione.
La data limite per l'invio dei materiali è il 7 Ottobre!
Sempre all'ultimo, Ilaria!
Passo una giornata a recuperare dei progetti nel cassetto, a sistemarli e li invio.

©Ilaria Mozzi
©Ilaria Mozzi

©Ilaria Mozzi
Incontro il mio amico.
Sai che sto partecipando alla pre-selezione del corso che mi avevi consigliato?
«Ila, davvero? Pure io!! Speriamo bene... chissà quanti saremo».

Passa così una settimana buona.
Ci terrei davvero moltissimo a fare questo corso. Il programma è davvero interessante:

"Un libro è un oggetto complesso, la cui realizzazione coinvolge competenze molto diverse. Padroneggiare queste competenze semplifica la collaborazione fra chi crea e chi produce il libro, permette ad autori e illustratori di pensare ai libri in maniera organica e migliorare le qualità dei loro progetti, offre gli strumenti per autoprodurre pubblicazioni in piccola serie."
Si propone di spiegare tecniche e modi di realizzare libri, di mettere praticamente alla prova gli allievi e di definire aspetti teorici importanti quali l'economia e l'anatomia del libro.
Un corso così, ancora non l'avevo trovato.
Inoltre i docenti (Paolo Canton e Giulia Sagramola) sono professionisti di tutto rispetto.
Ho bisogno di nuove prospettive e una boccata d'aria fresca!
Metà Ottobre.
Arriva una mail dalla Scuola del Castello.
Sono ammessa!
Saltello felice per casa e scrivo al mio amico Fabio per dirglielo.
«Ila, davvero? Pure io! Saremo compagni di banco!»
Evviva!

23 Ottobre
Sono emozionata, il primo giorno di scuola.
La prima lezione.
Siamo in 16, di età diverse, di etnie diverse (Italia, Spagna, Iran, Bulgaria, Brasile...), di formazione e professioni variegate (illustratori e artisti, studenti e precari, bibliotecari e architetti, impiegati comunali e disegnatori di moda), qualche faccia nota e molte nuove.

Siamo tutti forse un pò impacciati; ci si guarda, ci si sorride timidamente, qualcuno si presenta «Ciao, mi chiamo Vessela... Vess per gli amici», qualcuno tace seduto al suo posto...
Per fortuna ci pensano Paolo e Giulia a scaldare l'atmosfera, nonostante (e questo è stato ammesso a fine corso, ma è utile come premessa) siamo tutti (o quasi) un pò intimoriti dalla "fama autorevole" dei docenti.
Questi ultimi, invece, introducono il corso come se ci conoscessimo da sempre, con aria amichevole e disinvolta.
Assieme alla frizzante e intraprendente Giulia (bravissima illustratrice e grafica, andate a guardare i suoi lavori!), Paolo comincia a fornirci un'incredibile quantità di nozioni e informazioni teoriche sul mondo editoriale!

Chi sono i protagonisti del processo di produzione di un libro?
Come interagiscono tra loro?
Quali i costi e quali i guadagni delle varie parti?
E noi allievi giù a prender appunti, annotare numeri e percentuali, copiare schemini dalla lavagna!

E ancora...
Come funziona l'autoproduzione?
Quali i mezzi e le energie implicate?
Quali i costi e i ricavi?
E noi studenti a bocca aperta, ammirati dal coraggio imprenditoriale di Giulia e dai lavori che ci mostra come esempio.

Tre ore di lezione in cui la bocca resta chiusa, ma le orecchie e il cervello si aprono a raccogliere il fiume di nozioni offerto.
Tre ore in cui si sentono il rumore delle penne sui fogli e lo sfrigolare delle domande e dei dubbi che attraversano le menti.

Usciamo dall'aula "cotti" a puntino, con gli occhi sgranati e una lista di materiali da recuperare.
Quante cose, eh?
«Guarda Ila, ho la testa che fuma... e siamo solo alla prima lezione, chissà cosa ci aspetta!?»

... continua...


Le puntate precedenti:

venerdì 1 febbraio 2013

Di calendari, nebbia e filastrocche...

Un post di quelli veloci.
Un post di indicazioni e promemoria.

Gennaio è finito e la Nebbia ci avvolge ogni sera.
Oggi, primo del mese, il rito mattiniero è quello di girare tutti i calendari.
Tutti: ne ho 5 in casa. Quattro sono illustrati.

Uno di essi, ovviamente, è il mio Calendario 2013.


A tal proposito, vi lascio la filastrocca donatami da un Merlo:


I.L.A e Illustrilla cantano assieme,
con note stonate e molta passione:
«Gennaio sta andando, Febbraio è vicino,
tra chiacchere, dolci e un bicchiere di vino.
Il sole si allunga, la nebbia ora fugge,
di storie curiose ovunque si legge;
se di sorrisi vuoi il giorno pieno,
e ogni mattina il ciel sereno,
se di allegria vuoi fare incetta,
...
il Calendario è qui che ti aspetta!
Ancor qualche copia a partire è già pronta…
Sulla tua mano le dita ora conta!
Scrivici o manda un piccion viaggiatore:
avrai, per un anno, scorte di Buonumore!»



Sono disponibili le ultimissime copie; se siete interessati, potete lasciarmi un messaggio sul blog o, ancor meglio, contattarmi QUI!

Colgo l'occasione per Ringraziare tutti coloro che han accolto e apprezzato il calendario e il mio lavoro!
Il complimento più bello è stato: "... ogni volta che lo guardo, mi fa sorridere!"
Questo è il mio obbiettivo, che possa portarvi allegria ogni giorno!
Alla faccia della Nebbia!



Buone letture, Buon Week-end e Buona creatività!