venerdì 28 settembre 2012

DOPO IL corso con Carll

Il corso con Carll ha riempito la prima settimana ufficiale di vacanza estiva.
Ad essa sono seguiti altri giorni di relax che mi hanno portato in giro per la bella Toscana.
Nella mia borsa, immancabile, il mio quadernetto-laboratorio-artistico.
Quadrato, dai fogli leggeri, della Fabriano (che ci volete fare!), su cui improvviso schizzi, ritratti, scarabocchi, giochetti ed esercizi che mi impongo da sola.

Quest'estate, i disegni, sono stati realizzati da Lei: la mia Mano Sinistra.
Lungo allenamento.
Visto, De Meester?!

Vicina di ombrellone, stressata e fumatrice.

Fanciulla sul telo.

Signore incastrato nella sediolina.

Chiacchiere.

L'ora del giornale.
*Scansioni terribili, scanner improvvisato

Altri ne verranno.
Per il momento continuo a esercitare le mie sinistre possibilità.

Buona creatività!

mercoledì 26 settembre 2012

5° IL corso con Carll CONCLUSIONE(?)

LA settimana con Carll è stata piena di sorprese.

Consapevolezze, difficoltà, crisi, mostri orrendi, sgorbi, ribellioni, asini che ballano, cani pittori, dirimpettaie prima in lacrime poi lanciate nella nuova filosofia "L'IMPORTANTE E' NON PIANGERE!", scoperte improvvise, porte aperte su mondi che nemmeno immaginavo...

il meraviglioso lupo Nero è della mia Dirimpettaia!
E LUI, De Meester.
De Meester, so che sei timido, ma non posso non presentarti almeno un poco!
Te lo meriti!

Carll è una persona di cuore.
Sorridente, ironica, timida ed estroversa allo stesso tempo.
Coglie il meccanismo da correggere con un solo sguardo e ti guida al cambiamento con una sola parola.
E' davvero De Meester.


E dietro tutta la sua professionalità, come ogni artista e umano, ha due deboli: i maiali e una canzone.
E i maiali e LA canzone sono diventati i veri tormentoni della nostra estate (nostra = corso Cneut 2012).

Ne siamo stati totalmente travolti e... i miei compagni di tavolo si sono trasformati...


... e non solo loro!


E non solo a scuola!


Un vera epidemia, maiali ovunque, musica ovunque!
Davvero ovunque...


Insomma, il bilancio di questa settimana creativa è assolutamente positivo!
Folle, improvviso, sorprendente!
E vorrei ringraziare tutti coloro che ne han fatto parte: compagni corsisti, compagni di altri corsi, la mia mitica dirimpettaia, tutta la Fabbrica delle Favole, Macerata, i maiali, Anna Castagnoli e il suo post e ovviamente... De Meester e la mia Mano sinistra!

E a tutti dedico (anzi: alzatevi a cantatela come si è fatto durante il corso!) TIRITOMBA!



Buona creatività!
E... ovviamente: continuo!
 
 
Le puntate precedenti:
 
 
 
 

lunedì 24 settembre 2012

4° IL corso con Carll SVOLTA (a sinistra)

Ci provo.
Mi metto d'impegno.
Impugno con la mano sinistra il mio matitone di grafite... e tutto mi sembra stranissimo.
Non ho mai fatto nulla con la sinistra, salvo suonare il pianoforte.
Ma se De Meester dice di provare... io provo!


Disegno, ne esce uno sgorbietto ma non del tutto informe.
Faticoso, però dai... pensavo peggio.
"Mmm mmm... fai ancora, riprova"

Riprovo.


Che dite... meglio?
"Carino Ila ma... con la sinistra? Ma come fai?" dice la mia dirimpettaia, ora non più in lacrime (anche lei sta uscendo lentamente dalla crisi).
Con la sinistra e un crampo...
"Mmmm Mmm... riprova, meglio... devi trovare la via di mezzo tra questo e questo", dice De Meester indicando la Sgorbio Rigido e lo Sgorbio Sinistro.
"Sei a metà strada... mmm"
Incoraggiante.

Riprovo, riprovo.
Ritento con la destra pure ma... nulla si muove.
E son davvero stanca.
Riprovo con la sinistra (almeno se escono piccoli mostri orrendi avrò una scusa valida...)
Pure il cane e l'asino sono stanchi.
Disegnati storti da una mano sinistra, questo doveva capitare!

E... succede che mi distraggo, abbasso le difese, non saprei...
La mano sinistra su cui non ho controllo prende potere e mi trascina.
A un certo punto mi accorgo che qualcosa non torna.
Il cane è sempre depresso ma l'asino... che sta facendo quell'animale?



"L'importante è NON piangere!"


Un asino che fuma?
Asino che fai?
Dò consigli al mio amico qui. Non siamo nati per piangere... e mi sa nemmeno per suonare.
Ma... come no? E io come la racconto l'avventura dei Musicanti di Brema?
Ah, non sono affari miei piccina.
Asino, ascolta, devi andare a Brema... già fatico a farvi camminare decentemente e ehi! Che fai? Dove vai?
Vado alla Scala, non vedi? Sono nato per danzare io!


Mi giro per cercare l'approvazione del cane ma...

Voglio ballare!

I due personaggi mi stanno letteralemente sfuggendo dalle mani e dalla matita.
De Meester non mi guarda... Bhè!
Allora li seguo, non posson mica andare troppo lontano no?
Ma dove sono?
Eccoli... che fate? E i tutù?


Ci abbiamo pensato... abbiamo bisogno di cambiare look.



Come stiamo?
A dire il vero siete orr...
"Ma che belliniiiiii!!!" esclama alle mie spalle una compagna di corso.
Su dai, non dire così, questi mi si stanno ribellando!
"Sono troppo simpatici!"
"Ila, l'asino che fuma ha ragione!" dice la mia dirimpettaia, riferendosi al discorso del non piangere. "Ora sarà il mio mentore!"
Ok, non ho scampo, tutti contro di me e la mia mano destra.

Provo a togliere il matitone dalla sinistra, ma Lei non molla la presa!
Dove andiamo ora... Asino? Cane?


Ora che siamo liberi, ci dedichiamo a tutte le nostre passioni!
E in effetti, cantare mi piaceva...
Il cane, invece, ha altri interessi...




A quel punto arriva De Meester...
Meester, i musicanti si sono ribellati.
Lui annuisce, prende una matita, un foglio, colora, ritaglia... "Posso?"
Certo... cosa?
"Ecco, col cappello è più bello, no?"
Meester, pure tu ti ci metti?
Gesticola, De Meester.
Cosa?
"Al muro! Attaccali al muro"

Ecco. Dal momento di ribellione (e fumata) dell'asino... la mia mano sinistra ha deciso che sarebbe stata Lei la protagonista dei giorni finali del corso. E la mano destra si è messa in vacanza.

Sono finalmente riuscita a convincere i miei protagonisti, almeno, a posare per i definitivi della storia originale. Clementi, hanno accettato.
Ed eccoli camminare verso un'immaginaria Brema...


De Meester, ho scoperto all'età di 32 anni di saper disegnare con la sinistra!
Grazie!
"Evviva... perchè non l'hai fatto prima?"
De Meester...
 
... continuo (qui)



venerdì 21 settembre 2012

3°: IL corso con Carll CRISI

La parola "crisi" deriva dal greco e significa scelta.

Scelta, opportunità.
Comporta un cambiamento, se voluto.
Ecco, mercoledì ha avuto inzio la mia personale CRISI.


Mi preparo ad affrontare i "definitivi".
Chissà perchè, per me, è sempre così difficile.
Nei definitivi mi blocco, mi irrigidisco, tutte le mie paure di sbagliare vengono a galla e fanno a botte per stare in prima fila sul mio foglio Fabriano!
Mi irrigidisco io, le spalle, le braccia, le mani.
Si irrigidisce perfino la vicina di banco.
E' un virus!

Per fortuna c'è De Meester.
"Ilaria, se sei riuscita a fare quell'immagine, in uno schizzo piccolo, così bene... puoi farlo anche grande. Per forza. E' impossibile il contrario. Il disegno è già in te".
Grazie De Meester... ma tu sei Cneut, io solo una piccola Ila terrorizzata.


Però, piccola o meno, ci provo.
Che ne pensi Carll?
Espressione dal sopracciglio alzato e bocca ricurva in giù = Bleaaaa.
Rifaccio eh?
Sì.


E rifaccio, riprovo, ridisegno...
L'asino e il cane che camminano, il cane e l'asino, l'asino e il cane...
1,2,3,4,5,6 e ancora N volte! Allo sfinimento!
E provo la grafite, il carboncino, l'acquerello, gli acrilici, le tempere, la tecnica mista... tutte le combinazioni possibili!
L'asino e il cane che camminano, il cane e l'asino, l'asino e il cane...
E ora?
Raccolgo tutta una serie di:
"No"
"Ancora no"
"mmm..."
"Rifai"
L'asino e il cane che camminano, il cane e l'asino, l'asino e il cane...



 

"Cambia foglio, voi italiani solo con la Fabriano, tutti uguali!"
Allora tiro fuori la mitica Canson (e non sto facendo nessuna pubblicità!).
Visto, non ho solo la Fabriano e non uso gli acrilici graffiati, come tutti gli italiani!
L'asino e il cane che camminano, il cane e l'asino, l'asino e il cane...

 


"No no no... lasciati andare"
"Noooo... ma se l'hai fatto piccolo, lo fai anche grande"
"Non è possibile, vai a farti un giro"
E così per una giornata intera e la mattina del giovedì e...

CRISI!

"Il mercoledì e il giovedì almeno 5 di voi piangeranno" è la profezia di De Meester.
E in effetti ora di giovedì mattina anche la mia dirimpettaia è in lacrime: "... sono la quarta!" mi dice.
E De Meester mi chiama.
"Ilaaaaarrriaaaaa... piangi?"
No Meester, io non piango. Mi arrabbio, mi irrigidisco e mi spazientisco... ma non piango.
"Piangerai"
Non piangerò!

E mi sono arrabbiata, spazientita e irrigidita.
Ma non ho pianto!
Perfino il cane era eausto...


Rideva De Meester, annuendo.
L'asino e il cane che camminano, il cane e l'asino, l'asino e il cane...
Niente, sempre ingessati.
Finchè...
"Illlarria, prova a disegnare con la sinistra"
Con la sinistra?
"Con la sinistra hai meno controllo. Disegna un pò così, poi di nuovo con la destra, vedrai che sarai più sciolta".
Se lo dici tu Meester, ok.
Ci provo.

...continuo (qui)


mercoledì 19 settembre 2012

2°: IL corso con Carll PRIMI PASSI

IL corso con Carll, per me, si è svolto in questo modo.
Partirò dai primissimi passi.

Dopo la prima mattinata di presentazione dei corsi, lo smistamento nelle classi e la presa dei posti di lavoro, c'è stato il confronto diretto, vis-à-vis, per ogni allievo con il Maestro (anzi: De Meester).


Veloce, indolore (così così, dipende dall'idea che avete di voi stessi e dalla vostra capacità di essere flessibili ai colpi), efficace.
Mi sono state fatte osservazioni, critiche e complimenti (ma più critiche) che prevedevo e che volevo sentirmi dire. Sarò pazza?
Ogni singola cosa detta da Carll era vera.
Ci siamo posti l'obbiettivo che in quella settimana avrei dovuto lasciarmi andare.
Sciogliere il gesto, la mano, il sentire.
Concedermi di sbagliare e fare schifezze.
Liberarmi.
E, vi assicuro, che per una come me questo è sempre stato il punto "duro", la Sfida.
Ma questa volta ero pronta a sbatterci contro.

Mi sono seduta al mio tavolo, ho messo via portfolio e tutti i materiali che di solito ho davanti, ho fatto spazio, pronta ad accogliere quel che sarebbe arrivato.
Ho guardato le fiabe che ci aveva proposto, scegliendo subito I vestiti nuovi dell'Imperatore, fiaba che ho sempre amato, dicendomi che era lei quella giusta per me.
Ho cominciato a leggerla pronta a far nascere belle immagini.

Ed ecco il primo muro.
La fiaba mi piace davvero... ma non è assolutamente la MIA.
Le immagini le tiravo fuori forzatamente, senza idee particolari, con fatica.
Immaginavo rigidamente scene ricche, sfarzose e lavorate, che avrebbero potuto benissimo essere prodotte da una Dautremer o dalla Alemagna.
Non da me.
Me ne sono accorta quasi subito e me ne sono stupita.
Dopo un'ora di lotta ho deciso di lasciarmi andare e optare per altro, qualsiasi cosa fosse stata in linea con il mio sentire.
E ancora... il secondo stupore.
Una porta aperta improvvisamente, con facilità.
Ho scelto, consapevole, una fiaba che non ho mai amato granchè, mi è sempre stata indifferente, pur conoscendola molto bene.
Una fiaba che ritenevo noiosa, banale.
Una fiaba che mai avrei pensato di volere illustrare ma che subito ha suscitato in me una valanga di immagini e sensazioni: I musicanti di Brema.


Come l'ho riconosciuta?
Da una sensazione interna di armonia, complicità, feeling. Non saprei come altro descriverlo.
Ero lì, nella storia.
Ero l'asino, il gallo e il ladro.
Sentivo il chiasso dei musicanti e godevo del calore del camino.
Ho capito davvero quel che intendeva Carll quando diceva: "... attenzione... dovete sentire che il testo va bene per voi".
Andare bene non coincide per forza con il "mi piace un sacco/ mi è sempre piaciuto".
Tanti testi ci piacciono ma non sono per noi.
Altri testi ci piacciono o impariamo a farceli piacere, li scopriamo lungo la strada, ma sono in linea col nostro sentire e il nostro modo di raccontare. E si impara a riconoscerli.

Così, ho cominciato a sfornare immagini per lo storyboard, fino a completarlo.

      

Ed è stata una vera soddisfazione avere l'approvazione di Carll su ciò che avevo creato.
Avere i suoi consigli su cosa cambiare nella disposizione testi-immagine, su cosa poteva essere intensificato o eliminato.
E in tutto questo ho ricevuto uno tra i complimenti più sinceri e belli che potessi ricevere.
Un complimento ricco di significato, detto da una persona davvero professionale nel suo lavoro.
Un complimento che, per ora, terrò per me.




In seguito ho litigato per un'ora con la fotocopiatrice dell'accademia fino a creare, in formato reale, il mio prototipo-libro.
Dopo l'ennesima revisione con De Meester e le ultime correzioni di composizione, mi sono preparata a realizzare i definitivi.
Era mercoledì mattina...

...continuo (qui)

lunedì 17 settembre 2012

1°: IL corso con Carll INTRO

Come anticipato e promesso, eccomi a raccontare la prima parte integrante (e importante) delle evoluzioni creative e non che si sono svolte, per me, in questi mesi.
Farò solo un'introduzione, perchè da scrivere ne ho parecchio, per chi avrà voglia di leggermi.
Scriverò tutto il necessario come condivisione, testimonianza, ma soprattutto per me stessa.
Chi mi legge?



1° IL corso con Carll. INTRO

IL corso.
Non "un", proprio IL.
Di corsi ne ho fatti tanti, viaggiando tra la magica Sarméde e l'incantevole Macerata; e senza escludere corsi brevi e lunghi, pubblici e privati, seguiti nella mia città.
Ognuno di questi corsi mi ha insegnato qualcosa, permettendomi di fare, ogni volta, un passetto in avanti.

E di passi dovrò e vorrò farne ancora tanti.
Ma.
IL corso con Carll è stato UNICO nel suo genere.

Parto dall'inizio (non vi tedierò, prometto!).
L'inizio è un post letto sul bellissimo Blog di Anna Castagnoli. Questo Post.
Dopo aver frequentato Sarméde per tanti anni, ho sentito il bisogno di cambiare aria, modi e stili.
La descrizione che Anna ha fatto del corso di Carll Cneut, perchè di lui sto parlando, mi ha colpita molto. Quel corso sembrava fatto al caso mio.
Inoltre mi era appena capitato tra le mani il suo bellissimo libro "Il segreto dell'usignolo".
Ho contatto la Fabbrica e ho prenotato.

Questo luglio sono volata fino a Macerata, scoprendo un'altra bellissima realtà creativa.
E altre incredibili persone.

La classe. De kinderen.
La mia settimana è stata molto intensa, come in ogni corso d'illustrazione.
Ma quest'anno l'intensità si è accompagnata a una forte e personale consapevolezza di ciò che desideravo e di ciò che sarei stata disposta ad affrontare.

Molti illustratori conoscono l'evoluzione psicologica di una settimana di corso.
Si comincia esaltati il lunedì, si continua il martedì un pò più tranquilli, mercoledì già qualcosa comincia a stonare e... arriva la CRISI!
Il giovedì c'è chi piange, chi si arrabbia, chi si ferma, chi va a farsi un giro, chi impazzisce... Verso il giovedì sera si trova una soluzione e il venerdì ci si scatena e non ci si vorrebbe fermare più. Ma arriva il Sabato e il ritorno a casa, coi lacrimoni agli occhi per la nostalgia!

Confermate?

Ogni corso è stato così.
Ma IL corso di Carll è stato questo e più di questo.
Intenzionata a non farmi sotterrare dalla crisi del mercoledì/giovedì, ero pronta a tutto, armata fino ai denti di determinazione. Ero pronta a sbagliare, pronta a sentirmi dire di tutto, ad accogliere "mostri orrendi" e sorprese.
Li ho ottenuti tutti.

Cosa succede NEL corso di Carll?
In realtà... non succede nulla di chissà che di diverso da tanti altri corsi.
Per lo meno in apparenza.
Non ti fa fare giochetti buffi, passeggiate improvvisate, tecniche strane.
Carll arriva col suo sorriso, gli shorts e le sue inseparbili infradito, ti fa scegliere un testo (attenzione: che sia in linea col tuo sentire!) e ti fa fare un storyboard, una maquette e le illustrazioni definitive.
Nulla di strano, no?
Sembra facile. Sembra.

Carll. De Meester.
IL corso di Carll e Carll ti fanno lavorare su te stesso.
Con una semplicità disarmante, con poche parole e poche espressioni.
Con semplici consigli. Diretti e misurati sul TUO lavoro.
Forse il tutto funziona bene quando si è anche aperti a far sì che queste "semplicità" vadano a fondo.
Quando si è pronti ad ascoltare e a fidarsi di una persona competente.
Per me è stato così.

Fin dal primo giorno ho capito che quella settimana mi avrebbe riservato delle sorprese.
Lo sentivo.
E avevo ragione.



... continuo (qui).