lunedì 18 marzo 2013

IntervARTista 11° - AlessandroTusino

Nuovo giro di IntervARTiste!

 
Oggi Alessandro ci racconta di una delle sue passioni: costruire biciclette!

Interv(ART)ista
Tot. domande a Alessandro Tusino

 
Chi sei e cosa fai? Dai un nome a Te e alla tua Arte.
Ciao a tutti, sono Ale. Cosa faccio? Bella domanda, tante cose, forse troppe... e poche riesco a portarle a termine, ma quando arriva primavera e fino a fine estate, mi piace passare alcune mie serate seduto su due ruote. Da qui la passione per la bici mi ha portato anche a costruirmene qualcuna.
 
 
 

Perché lo fai? Quando e come hai cominciato?
Tre anni fa rimasi folgorato dall'estetica minimal delle bici single speed e fixed.
Dato che il mio budget economico era limitato (solitamente mi occupo anche di fotografia e chitarra) e spendere 500 euro per una single speed (budget minimo) era fuori discussione, ho deciso di costruirmene una da solo.
È necessario precisare che le single speed sono biciclette dal telaio rigido e classico ad un’unica velocità e, in alcuni casi, addirittura senza freni. Le fixed, che condividono in parte la natura estetica del veicolo, hanno una trazione collegata direttamente tra pedale e pignone posteriore. Questo significa che pedalare all’indietro inverte il senso di trazione e farlo mentre si procede in avanti implica il blocco immediato della ruota posteriore, che fa sì che funzioni da freno.
 
 
Per questo motivo, abitando in un luogo cittadino e suburbano, ho deciso di privilegiare la sicurezza.
Percorrendo le strade con una fixed significa davvero rischiare grosso. I freni sono importanti e devono essere sempre efficienti, per i motivi ovvi del codice stradale.
Per quanto mi riguarda, ho adottato nelle mie due prime creazioni un sistema di freni solo anteriore.
Raccomando a tutti, comunque, per chi volesse cimentarsi o acquistare ex novo modelli di questa categoria di far attenzione a non considerare questo tipo di biciclo una moda o un divertimento.
Usciti dal cancello di casa non ci sono scuse o replay... 
 
 
 

Dove e come? Ci presenti il luogo in cui crei e gli strumenti/la tecnica che usi?
Essendo assolutamente un neofita e non professionista, il mio “luogo di lavoro” resta il mio garage, gli attrezzi sono quelli di famiglia, e i consigli naturalmente si rubano dove si può da internet e dai negozi specializzati.
Il resto è fantasia. 
 
 
 

Chi? Colleghi, clienti, datori: rapporti lavorativi?
Essendo solo una passione non c'è un rapporto di lavoro: niente colleghi, niente clienti. Per il momento...
Io, cacciaviti e pinze, cartavetrata e un sacco di buona volontà.
 
Bianco/Nero: qual è l’aspetto più piacevole e quale il più noioso/brutto/antipatico della tua arte?
L'aspetto meno piacevole è senza dubbio l'attesa, perché si parte da telai usati, vecchi e sporchi, con tutti i problemi meccanici e non che si portano dietro veicoli di ormai 30 anni abbandonati nelle cantine.
Ovviamente l'aspetto più piacevole è il risultato finale, vedere nella realtà tangibile quello che ti sei immaginato per settimane ed era ancora chiuso nella tua mente.
La realizzazione di un progetto è la chiusura di un cerchio.
Inutile dire che a fine giornata le mani saranno nere e sporche, ma fa parte del gioco... (non è proprio come suonare la chitarra). 
 
 
 

Dove vai? Quale sono i prossimi obbiettivi/progetti?
Per il momento non penso e non ho necessità di arrivare lontano. Tutto è nato dalla voglia di costruire qualcosa partendo da una propria idea. Prima di iniziare ho visto, chiaramente, numerosi modelli di marche acclamate in rete. I prezzi erano tutti fuori budget, arrivando addirittura a 2000 o 3000 euro. Per me, essendo una moda del momento, questi costi sono eccessivi. Ho preferito in una sera di fine primavera cominciare a scartavetrare il telaio di una vecchia bici di famiglia ormai in disuso e arrugginita; smontandola e iniziando a immaginarla finita...
Questo è stato l'inizio, dove andrò non si sa. 


 
Ci mostri la creazione, secondo te, meglio riuscita o che meglio ti rappresenta?
Questa, realizzata per un’amica.
 
 
  
 
 
 
 
 
 
Dove possiamo trovarti?
A casa?
Non essendo un professionista, non ho recapiti particolari. Al massimo, posso dare qualche consiglio a chi vorrebbe cimentarsi in imprese simili o, perché no, restaurare da capo la vostra vecchia bici, rispettando le vostre idee e possibilità.
Se volete potete contattarmi via mail.
 
 
Un Grazie restaurato ad Alessandro, per la partecipazione e per avermi permesso di pubblicare le foto delle sue creazioni.
 
Buona Creatività!

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