lunedì 25 marzo 2013

Di rilegature, regali e bigliettini (romantici?) 2.

Come raccontavo in questo post, le mie creazioni si sono moltiplicate nei periodi festivi.
Tra queste, oltre ai regali natalizi, sono state apprezzate (dal destinatario) anche quelle legate alla sdolcinata festicciola degli innamorati e all'assai più divertente Carnevale.

Nei miei tramestii carnevaleschi ha messo lo zampino Spank... te lo ricordi?

Senza scendere in particolari privati (che poco interessano), basti dire che io e la mia "dolce" metà siamo, talvolta, come cane e gatto... Spank e Torakiki ci somigliano parecchio quando bisticciano.

Non son mai stata una fanciulla troppo romantica, preferisco il riso e il gioco ai cuoricini.
Ma volendo fare un bel bigliettino per il mio Torakiki, ho girellato un pò nella rete in cerca d'ispirazione e sono incappata in un simpaticissimo tutorial realizzato da Linda (QUESTO) che mi ha dato lo spunto di partenza!
Ecco cosa ne è uscito.

Cartoncini, carte, forbici, colla, bisturi, stampante, stecca osso, qualche effetto di luce... et voilà!

un bigliettino originale

aperto e di profilo

particolari

giochi di luci e ombre

in chiusura

chiuso, con lo spazio per l'intestazione
D'accompagnamento a un regalino (rigorosamente libroso), è stato bello sentirsi dire: "poteva bastare il biglietto... ero già felicissimo!". E sapere che è stato mostrato a colleghi, amici ed esposto in bella vista sulla scrivania.
In seguito, ormai travolta dall'allegria di Spank, ho realizzato due semplici mascheroni per Carnevale (festeggiato con amici giocherelloni!).
non siamo bellissimi?
Buona creatività!

giovedì 21 marzo 2013

Di rilegature, regali e bigliettini (romantici?) 1.

Tra Natale, San Valentino e Carnevale, la creatività e le nozioni apprese al corso di Progettare Libri si sono mescolate dando vita a prodotti d'ogni genere.

Li presento, uno per uno.

Per cominciare, tra scampanellii, lucine e carte da regalo colorate... sul mio tavolo da lavoro son comparsi bisturi, punteruoli, aghi e stecca osso, fogli, cartoncini e carte d'ogni tipo.
Le mani si son messe al lavoro: piega, taglia, buca, cuci, rilega, dipingi e incolla...
Ed ecco due comodi, utili e tascabili quadernetti (o block notes, o sketch book, o...) rilegati (e decorati) alla giapponese.

copyright I.L.A. - i due libri

copyright I.L.A. - il libro di Stefi

copyright I.L.A. - il libro di Barbara

copyright I.L.A. - i dorsi rilegati

copyright I.L.A. - il retro 

copyright I.L.A. - fatto a mano

Presa dalla smania di cucire, annodare e intrecciare... ho impacchettato un terzo regalino in modo assai curioso (facendo impazzire non poco la destinataria del dono)!






E non è finita qui...

Buona creatività!

lunedì 18 marzo 2013

IntervARTista 11° - AlessandroTusino

Nuovo giro di IntervARTiste!

 
Oggi Alessandro ci racconta di una delle sue passioni: costruire biciclette!

Interv(ART)ista
Tot. domande a Alessandro Tusino

 
Chi sei e cosa fai? Dai un nome a Te e alla tua Arte.
Ciao a tutti, sono Ale. Cosa faccio? Bella domanda, tante cose, forse troppe... e poche riesco a portarle a termine, ma quando arriva primavera e fino a fine estate, mi piace passare alcune mie serate seduto su due ruote. Da qui la passione per la bici mi ha portato anche a costruirmene qualcuna.
 
 
 

Perché lo fai? Quando e come hai cominciato?
Tre anni fa rimasi folgorato dall'estetica minimal delle bici single speed e fixed.
Dato che il mio budget economico era limitato (solitamente mi occupo anche di fotografia e chitarra) e spendere 500 euro per una single speed (budget minimo) era fuori discussione, ho deciso di costruirmene una da solo.
È necessario precisare che le single speed sono biciclette dal telaio rigido e classico ad un’unica velocità e, in alcuni casi, addirittura senza freni. Le fixed, che condividono in parte la natura estetica del veicolo, hanno una trazione collegata direttamente tra pedale e pignone posteriore. Questo significa che pedalare all’indietro inverte il senso di trazione e farlo mentre si procede in avanti implica il blocco immediato della ruota posteriore, che fa sì che funzioni da freno.
 
 
Per questo motivo, abitando in un luogo cittadino e suburbano, ho deciso di privilegiare la sicurezza.
Percorrendo le strade con una fixed significa davvero rischiare grosso. I freni sono importanti e devono essere sempre efficienti, per i motivi ovvi del codice stradale.
Per quanto mi riguarda, ho adottato nelle mie due prime creazioni un sistema di freni solo anteriore.
Raccomando a tutti, comunque, per chi volesse cimentarsi o acquistare ex novo modelli di questa categoria di far attenzione a non considerare questo tipo di biciclo una moda o un divertimento.
Usciti dal cancello di casa non ci sono scuse o replay... 
 
 
 

Dove e come? Ci presenti il luogo in cui crei e gli strumenti/la tecnica che usi?
Essendo assolutamente un neofita e non professionista, il mio “luogo di lavoro” resta il mio garage, gli attrezzi sono quelli di famiglia, e i consigli naturalmente si rubano dove si può da internet e dai negozi specializzati.
Il resto è fantasia. 
 
 
 

Chi? Colleghi, clienti, datori: rapporti lavorativi?
Essendo solo una passione non c'è un rapporto di lavoro: niente colleghi, niente clienti. Per il momento...
Io, cacciaviti e pinze, cartavetrata e un sacco di buona volontà.
 
Bianco/Nero: qual è l’aspetto più piacevole e quale il più noioso/brutto/antipatico della tua arte?
L'aspetto meno piacevole è senza dubbio l'attesa, perché si parte da telai usati, vecchi e sporchi, con tutti i problemi meccanici e non che si portano dietro veicoli di ormai 30 anni abbandonati nelle cantine.
Ovviamente l'aspetto più piacevole è il risultato finale, vedere nella realtà tangibile quello che ti sei immaginato per settimane ed era ancora chiuso nella tua mente.
La realizzazione di un progetto è la chiusura di un cerchio.
Inutile dire che a fine giornata le mani saranno nere e sporche, ma fa parte del gioco... (non è proprio come suonare la chitarra). 
 
 
 

Dove vai? Quale sono i prossimi obbiettivi/progetti?
Per il momento non penso e non ho necessità di arrivare lontano. Tutto è nato dalla voglia di costruire qualcosa partendo da una propria idea. Prima di iniziare ho visto, chiaramente, numerosi modelli di marche acclamate in rete. I prezzi erano tutti fuori budget, arrivando addirittura a 2000 o 3000 euro. Per me, essendo una moda del momento, questi costi sono eccessivi. Ho preferito in una sera di fine primavera cominciare a scartavetrare il telaio di una vecchia bici di famiglia ormai in disuso e arrugginita; smontandola e iniziando a immaginarla finita...
Questo è stato l'inizio, dove andrò non si sa. 


 
Ci mostri la creazione, secondo te, meglio riuscita o che meglio ti rappresenta?
Questa, realizzata per un’amica.
 
 
  
 
 
 
 
 
 
Dove possiamo trovarti?
A casa?
Non essendo un professionista, non ho recapiti particolari. Al massimo, posso dare qualche consiglio a chi vorrebbe cimentarsi in imprese simili o, perché no, restaurare da capo la vostra vecchia bici, rispettando le vostre idee e possibilità.
Se volete potete contattarmi via mail.
 
 
Un Grazie restaurato ad Alessandro, per la partecipazione e per avermi permesso di pubblicare le foto delle sue creazioni.
 
Buona Creatività!

lunedì 11 marzo 2013

PL: Progettare Libri - E infine...

... le Feste!
Una settimana passa in fretta, sotto Natale poi il tempo corre più veloce che mai.
In un lampo, arriva il momento del 6° incontro.

18 Dicembre
Viste le lezioni passate, siamo tutti allegri e curiosi di vedere cosa verrà mostrato dai compagni e cosa i Profs. ci insegneranno di nuovo.
Il gruppo è oramai affiatato e le ore scorrono leggere.
Mostriamo a turno i "compiti a casa", sempre impostati in modo tale da sfruttare ciò che si è imparato la volta precedente, in questo caso particolari rilegature, creando progetti libro che tengano in conto i possibili limiti e/o vantaggi della struttura e della rilegatura scelta.


Per esempio, partendo da una rilegatura giapponese (le rilegature mi rilassano, non saprei dire perchè...), ho scelto di realizzare un libretto di Haiku (componimenti poetici giapponesi, appunto).
Nella pagina a sinistra (che resta inevitabilmente bloccata nell'apertura, a causa del tipo di rilegatura) ho deciso di inserire i brevissimi testi poetici accompagnati, nella pagina destra (invece ben visibile e apribile), da illustrazioni a tema.

All'ingresso 
sventola gentilmente
un bel salice. 


Tempio montano:
il tocco della campana
risuona nella neve.



All'ombra dei fiori
nessuno 
è straniero. 



Libri d'ogni tipo vengono presentati e analizzati.
E nuove strutture e rilegature si aggiungono al nostro bagaglio teorico.
Affrontiamo quello che viene definito "libro infinito", un libro che, potenzialmente, potrebbe non finire mai grazie alla sua particolare struttura (troppo complessa da spiegare in due righe!).

E tra bisturi, taglia, cuci, buca, mi sono persa, devi infilarlo al contrario, è troppo largo, ecco ce l'ho fatta, ci viene affidato il nuovo compito per le vacanze di Natale.

8 Gennaio
Anche le vacanze volano via veloci, con panettoni, regali e carbone.
Una nuova lezione ci attende, un settimo incontro in cui le idee, i confronti, i dibattiti sui possibili usi e consumi di certe strutture-libro, si intrecciano con passione.
I Profs. sono una miniera d'oro di preziose informazioni e indicazioni, i compagni fonte di spunti e idee. L'atmosfera è sempre più rilassata e frizzante.
Paolo e Giulia aggiungono al nostro bagaglio altre nozioni e altri esercizi (posso dire di aver imparato qualche nodo fondamentale da marinaio!) e... un ultimo, temutissimo compito: prepararci a Presentare uno dei nostri lavori al pubblico.

Nell'ansia generale, condita da risolini e battute, alcuni di noi (non farò nomi... mi sento responsabile) decidono di organizzare un "evento parallelo" alla lezione.

Il ritorno a casa, stavolta, è ricco di idee creative e... culinarie.

15 Gennaio
L'ultima lezione è nelle nostre mani.
Al suo arrivo in classe Paolo esclama: "Ma voi siete matti! Ma se lo sapevo venivo senza materiali! Ho capito, oggi comandate voi...".
Davanti ai suoi occhi, infatti, i tavoli in fondo all'aula si sono trasformati in un vero e proprio ricco banchetto! Non potevamo esimerci dal salutare festosamente la conclusione del corso.

... alcuni dei Responsabili... oops!

I complici.

Dopo un'allegra e rifocillante chiacchierata sui vari tipi di salame portati da Fabio e sui buonissimi taralli delle Pollicine ricominciamo a lavorare seriamente.
Forse perchè "'mbriaghi" di vino e riscaldati dall'atmosfera festosa, affrontiamo con meno timore il nostro ultimo compito.
Ognuno di noi presenta ufficialmente un suo lavoro.

Io (finto cattivo editore) e Vess
 
Antonio (severissimo editore) e Fabio

A turno, uno di noi viene scelto per impersonare il difficile ruolo del Cattivissimo Editore.
Così, tutti viviamo IL momento di confronto (e di giudizio) più intenso, un po' come succede a Bologna...
Ancora, per un'ultima volta, pareri e confronti, proposte e domande, si alternano arricchendo la serata e le nostre esperienze.
Al termine della lezione siamo tutti contenti ma anche un po' malinconici per quella che sembra essere la fine di una bella avventura.

Il corso Progettare Libri è stato un corso importante, fondamentale, per quel che mi riguarda.
Oltre ai numerosi argomenti (per me nuovi) appresi, e alla carica di creatività che mi ha coinvolto, quel che più mi ha arricchito è stato il gruppo, il confronto (non so quante volte avrò scritto questa parola!) con punti di vista differenti, il lavorare assieme, l'imparare nuovi metodi di approccio e nuovi modi di guardare.
Credo che ogni corso sia differente in questo, per i diversi partecipanti, i diversi docenti e le sinergie che si creano; ogni incontro ha una sua unicità.
In questi post ho voluto condividere (e rivivere) la mia esperienza in "questo" corso, con "queste" persone.
Mi è stato dato tanto. E ne sono felice.

Inoltre... (pensavate avessi finito eh?!)
Come scrissi QUI: "E non pensiate che sia finita qua, perché ho il sospetto che quest’avventura sia solo all’inizio!", l'avventura non è affatto terminata quel 15 Gennaio.

Paolo ci ha sorpresi, mostrando tutta la disponibilità e la passione per il suo/nostro lavoro, offrendoci la possibilità di fare una splendida gita di cui potete leggere il resoconto scritto da Marta Ferina QUA.
Non perdetevela!

E... continua? Lo spero proprio!

Buona Creatività!


Le puntate precedenti: