mercoledì 19 settembre 2012

2°: IL corso con Carll PRIMI PASSI

IL corso con Carll, per me, si è svolto in questo modo.
Partirò dai primissimi passi.

Dopo la prima mattinata di presentazione dei corsi, lo smistamento nelle classi e la presa dei posti di lavoro, c'è stato il confronto diretto, vis-à-vis, per ogni allievo con il Maestro (anzi: De Meester).


Veloce, indolore (così così, dipende dall'idea che avete di voi stessi e dalla vostra capacità di essere flessibili ai colpi), efficace.
Mi sono state fatte osservazioni, critiche e complimenti (ma più critiche) che prevedevo e che volevo sentirmi dire. Sarò pazza?
Ogni singola cosa detta da Carll era vera.
Ci siamo posti l'obbiettivo che in quella settimana avrei dovuto lasciarmi andare.
Sciogliere il gesto, la mano, il sentire.
Concedermi di sbagliare e fare schifezze.
Liberarmi.
E, vi assicuro, che per una come me questo è sempre stato il punto "duro", la Sfida.
Ma questa volta ero pronta a sbatterci contro.

Mi sono seduta al mio tavolo, ho messo via portfolio e tutti i materiali che di solito ho davanti, ho fatto spazio, pronta ad accogliere quel che sarebbe arrivato.
Ho guardato le fiabe che ci aveva proposto, scegliendo subito I vestiti nuovi dell'Imperatore, fiaba che ho sempre amato, dicendomi che era lei quella giusta per me.
Ho cominciato a leggerla pronta a far nascere belle immagini.

Ed ecco il primo muro.
La fiaba mi piace davvero... ma non è assolutamente la MIA.
Le immagini le tiravo fuori forzatamente, senza idee particolari, con fatica.
Immaginavo rigidamente scene ricche, sfarzose e lavorate, che avrebbero potuto benissimo essere prodotte da una Dautremer o dalla Alemagna.
Non da me.
Me ne sono accorta quasi subito e me ne sono stupita.
Dopo un'ora di lotta ho deciso di lasciarmi andare e optare per altro, qualsiasi cosa fosse stata in linea con il mio sentire.
E ancora... il secondo stupore.
Una porta aperta improvvisamente, con facilità.
Ho scelto, consapevole, una fiaba che non ho mai amato granchè, mi è sempre stata indifferente, pur conoscendola molto bene.
Una fiaba che ritenevo noiosa, banale.
Una fiaba che mai avrei pensato di volere illustrare ma che subito ha suscitato in me una valanga di immagini e sensazioni: I musicanti di Brema.


Come l'ho riconosciuta?
Da una sensazione interna di armonia, complicità, feeling. Non saprei come altro descriverlo.
Ero lì, nella storia.
Ero l'asino, il gallo e il ladro.
Sentivo il chiasso dei musicanti e godevo del calore del camino.
Ho capito davvero quel che intendeva Carll quando diceva: "... attenzione... dovete sentire che il testo va bene per voi".
Andare bene non coincide per forza con il "mi piace un sacco/ mi è sempre piaciuto".
Tanti testi ci piacciono ma non sono per noi.
Altri testi ci piacciono o impariamo a farceli piacere, li scopriamo lungo la strada, ma sono in linea col nostro sentire e il nostro modo di raccontare. E si impara a riconoscerli.

Così, ho cominciato a sfornare immagini per lo storyboard, fino a completarlo.

      

Ed è stata una vera soddisfazione avere l'approvazione di Carll su ciò che avevo creato.
Avere i suoi consigli su cosa cambiare nella disposizione testi-immagine, su cosa poteva essere intensificato o eliminato.
E in tutto questo ho ricevuto uno tra i complimenti più sinceri e belli che potessi ricevere.
Un complimento ricco di significato, detto da una persona davvero professionale nel suo lavoro.
Un complimento che, per ora, terrò per me.




In seguito ho litigato per un'ora con la fotocopiatrice dell'accademia fino a creare, in formato reale, il mio prototipo-libro.
Dopo l'ennesima revisione con De Meester e le ultime correzioni di composizione, mi sono preparata a realizzare i definitivi.
Era mercoledì mattina...

...continuo (qui)

2 commenti:

Clyo ha detto...

Nooo...Hanwi, voglio sapere il complimento! e voglio sapere come va avanti (intanto prendo appunti...)

Ila ha detto...

Ehehehe!
Curiosa eh? bene... hihihi!
Il complimento magari te lo rivelerò davanti a un caffè ;)

Grazie del commento!